Il cane tira al guinzaglio: come farlo smettere

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Definition
Tirare è un'abitudine imparata, non un carattere. Si smonta con tre gesti: cambiare direzione prima che il guinzaglio si tenda, piantarsi appena si tende, e pagare il cane nel momento in cui il guinzaglio torna morbido. Ci vogliono da due a tre settimane di dieci minuti al giorno.
Se ci sei arrivato qui, l'uscita di ieri è finita con la spalla indolenzita e il cane davanti di un metro con il guinzaglio teso come una corda da rimorchio. È la cosa che gli italiani ci chiedono più di ogni altra sul guinzaglio, più di ogni domanda su materiali, colori o misure messe insieme.
La risposta buona è meno emozionante di quanto speri, e funziona: tirare è un'abitudine, e le abitudini si smontano.
Due meccanismi, nessuna gerarchia
Un cane tira per due ragioni che si sommano, e nessuna delle due ha a che fare con il comando.
La prima è il riflesso di opposizione. Quando un cane sente una spinta addosso, spinge nella direzione opposta. È automatico, ce l'hanno anche i cuccioli di due mesi, e non è una decisione.
La seconda è che ha funzionato. Ha tirato verso il palo e dopo tre secondi era al palo. Ha tirato verso l'altro cane e l'altro cane si è avvicinato. Dal punto di vista del tuo cane, il guinzaglio teso è il modo in cui il mondo si avvicina, e lo ha verificato qualche migliaio di volte.
Quello che sentirai dire in giro, che il cane deve capire chi comanda, non spiega niente. Se fosse una questione di posizione nel gruppo, lo stesso cane non correrebbe tranquillo in un'area cani con dieci sconosciuti. Tira in strada perché in strada tirare paga.
Il metodo, in tre gesti
Tutto il metodo sta in una frase: quando il guinzaglio si tende, il mondo si ferma; quando è morbida, si va avanti e arriva qualcosa di buono. Ti servono il collare che hai già, un guinzaglio a lunghezza fissa e una tasca di bocconcini piccoli.
Primo: gira prima
Quando il cane va avanti e il guinzaglio sta per tendersi, gira di centottanta gradi e cammina nell'altra direzione. Senza strappi e senza annunci, solo un cambio di direzione tranquillo.
Il dettaglio che quasi tutti sbagliano: devi girare mentre il guinzaglio è ancora morbido. Girare su un guinzaglio già teso è uno strappo al collo, e insegna al cane a irrigidirsi in previsione. Guarda il guinzaglio, non il cane: un secondo in anticipo vale dieci secondi in ritardo.
Secondo: piantati
Con i cani troppo concentrati, il cambio di direzione diventa una rincorsa al contrario. Per loro: nel momento in cui il guinzaglio si tende, piantati. Non parlare. Non tirare indietro. Diventa un palo.
Resti fermo fino a due cose insieme: il guinzaglio torna morbido e il cane si volta a guardarti. Quella occhiata è la parte che conta, perché è il momento in cui si ricorda che esisti. Dille sì, dagli il bocconcino con la mano dal lato del cane, e riparti.
Terzo: paga il guinzaglio morbido
È il gesto che quasi tutti saltano, ed è il motivo per cui i progressi si fermano a un po' meglio di prima. Nelle prime due settimane devi pagare attivamente il guinzaglio morbido, non solo interrompere quello teso.
Una parola breve nel secondo in cui il guinzaglio si ammorbidisce o il cane arriva all'altezza del tuo fianco, e subito il bocconcino. Entro un secondo, non tre. Quindici o venti volte in dieci minuti all'inizio è normale, e in tre settimane scendono quasi a zero da sole.
Perché l'allungabile non può insegnarlo
In Italia il guinzaglio allungabile è quasi il presupposto: si cerca più del doppio delle volte rispetto a qualunque caratteristica di un guinzaglio fisso. Ed è lo strumento con cui questo metodo non funziona, per un motivo meccanico e non di gusto.
Un allungabile è teso per costruzione. La molla richiama il cordino, quindi il cane sente una tensione leggera in ogni istante. Se la tensione c'è sempre, il cane non può accorgersi del momento in cui sparisce, e quel momento è l'unica cosa che stai cercando di insegnargli. In più impara che tirando ottiene più cordino, che è precisamente la lezione sbagliata.
C'è anche il secondo motivo, quello che in Italia vale doppio: per le aree pubbliche quasi tutti i comuni chiedono un guinzaglio non più lungo di 1,5 m. La lunghezza che serve per allenare è la stessa che serve per stare nelle regole, e i nostri guinzagli sono esattamente 1,5 m.
Gli errori che allenano il tiro
- La tensione leggera costante. Se il guinzaglio è sempre un po' teso, il cane impara che quella è la posizione di riposo, e il guinzaglio morbido non significa più niente.
- Lo strappo di reazione. Uno strappo dato quando il cane ha già tirato arriva tardi e non insegna niente, tranne che a volte il guinzaglio fa male.
- La passeggiata col telefono in mano. Quaranta minuti trascinato fino al bar sono quaranta minuti di allenamento al tiro. Meglio dieci minuti presenti e poi lasciare annusare.
- Le sessioni lunghe. Dieci minuti concentrati insegnano più di quaranta distratti, al cane e a te.
La prova che usiamo: se hai fatto due passi con il guinzaglio teso, hai già insegnato che tirare funziona. Gira, piantati o aspetta, ma non fare il terzo passo.
Quando il metodo non basta
Un cane di quarantacinque chili che tira da anni ha bisogno dello stesso metodo e di più tempo. Qui la maniglia di controllo del Tactical (Realizzato da Squffy) serve davvero: sta dietro la fibbia, all'altezza delle spalle, e una mano appoggiata lì riporta il corpo in linea senza aggiungere pressione sul collo. La fibbia è testata a 360 kg, quindi non è lei il punto debole mentre lavori.
E se il tuo cane non tira ma abbaia e si lancia verso gli altri cani, quello è un altro problema e questo metodo da solo non lo risolve. Cercati un educatore che lavori in rinforzo positivo e diffida di chi parla di capobranco o propone il collare elettrico.
360 kg / 907 kg: Specifica Squffy. Norma di prova e rapporto di laboratorio non ancora pubblicati.
Domande frequenti
7 domandeCome faccio a non far tirare il cane al guinzaglio?
Perché il mio cane tira?
Il mio cane deve capire chi comanda?
Serve un collare semistrozzo?
Posso allenare con il guinzaglio allungabile?
Il mio cane pesa 45 kg. Vale lo stesso metodo?
In quanto tempo si vede un cambiamento?
Informazioni su questo articolo
Anna scrive come parla: amichevole, diretta e facile da seguire. I suoi racconti parlano della vita vera con i cani: zampe infangate per tutta la casa, cuccioli che rosicchiano qualsiasi cosa, o un cane che si tuffa in u
Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'IA e revisionato da Anna de Jong, Autrice di vita con i cani · Amsterdam. Supervisione editoriale: Laura de Wit.
Ultima revisione: Data di revisione non registrata
Bibliografia (5)
- [1]Ziv, G. (2017). The effects of using aversive training methods in dogs: A review. Journal of Veterinary Behavior, 19, 50-60.
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- [4]American Veterinary Society of Animal Behavior (AVSAB) (2021). Position statement on humane dog training.
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