Il mio cane abbaia agli altri cani al guinzaglio

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Definition
Si chiama reattività al guinzaglio. Un cane reattivo non è un cane aggressivo: attaccato al guinzaglio non può fare la curva e non può andarsene, quindi si fa grosso. Sotto c'è paura oppure frustrazione, e capire quale delle due decide cosa funziona.
Stai scendendo per una via del centro. Il marciapiede è largo un metro, con gli scooter parcheggiati sul bordo. In fondo compare un altro cane, e il tuo comincia ad abbaiare, a tirare e ad alzarsi sulle zampe posteriori finché non è passato.
A casa è un angelo. In area cani gioca senza problemi. Solo al guinzaglio va così.
Questa cosa ha un nome: reattività al guinzaglio, e il cane che la mostra si chiama cane reattivo. Non è aggressività e non è colpa di come lo hai cresciuto.
Il marciapiede è parte del problema
Due cani che si incontrano liberi hanno delle possibilità. Possono girarsi intorno con una curva larga, annusarsi un secondo e proseguire, oppure voltarsi e allontanarsi. Quella curva è comunicazione normale fra cani e risolve quasi tutti gli incontri prima che accada qualcosa.
Al guinzaglio le possibilità sono zero. Il tuo cane è attaccato a un metro e mezzo di fettuccia e tu cammini dritto sul marciapiede, che nei centri storici italiani è largo quanto basta per una persona e uno scooter. La curva non si può fare. Andarsene non si può. Resta solo andare avanti, che è esattamente la direzione che non vuole prendere.
Quello che gli rimane è farsi grosso. Abbaiare, alzarsi, occupare rumore e spazio, nella speranza che l'altro sparisca. E l'altro sparisce, perché l'altro stava semplicemente passando. Dal punto di vista del tuo cane l'abbaiata ha funzionato, quindi la volta dopo comincia un po' prima e la fa un po' più forte.
Le due cose che possono starci sotto
Da fuori si somigliano, ma vogliono lavori diversi.
La paura: il tuo cane preferirebbe non incontrare quell'altro cane e non ha modo di evitarlo. Il corpo prima dell'abbaiata va indietro o si blocca. Coda bassa, respiro corto, magari si è irrigidito dieci metri prima che tu notassi niente.
La frustrazione: il tuo cane vorrebbe arrivare a quel cane e non ci arriva. Il corpo va avanti, coda alta, orecchie in avanti, e la voce è più acuta.
Come li distingui davvero
Non guardare l'abbaiata, perché nei due casi si somiglia. Guarda i dieci secondi dopo che l'altro cane è passato.
Con la frustrazione cala subito. Il cane si scrolla, torna ad annusare, riparte come se niente fosse. Con la paura resta addosso: continua a girare la testa indietro, cammina teso, e non prende il bocconcino che in cucina prenderebbe al volo.
Quel rifiuto del cibo è il segnale più affidabile che hai. Un cane che non mangia fuori è un cane sotto stress, non un cane esuberante.
Tutto il lavoro è sulla distanza
La cosa da cambiare non è l'abbaiata, è la distanza. Ogni cane ha una distanza entro la quale può vedere un altro cane e continuare a ragionare, e oltre la quale non ci riesce più. Tutto quello che serve fare avviene fuori da quella distanza.
In pratica: se vedi l'altro cane prima che lo veda il tuo, attraversa, mettiti dietro una macchina parcheggiata o dietro un cassonetto, e dai al tuo cane qualcosa di buono per tutto il tempo in cui l'altro è in vista. Non gli stai promettendo che l'abbaiata smetterà. Gli stai insegnando che un cane in lontananza vuol dire una cosa piacevole e che non deve occuparsi di risolvere niente.
Va per settimane, non per passeggiate. In quelle settimane esci a orari e in posti dove incontri pochi cani, anche se ti sembra una resa. Venti uscite tranquille insegnano più di una uscita con tre esplosioni dentro.
Cosa fa l'attrezzatura, e cosa no
Qui siamo onesti su cosa non siamo. Nessun collare, guinzaglio o pettorina risolve la reattività, e chi te lo racconta ti sta vendendo un oggetto.
Quello che l'attrezzatura decide è come passi quelle settimane. Un cane che scatta al guinzaglio scarica in quell'istante una spinta forte su un punto solo del collo, e una fettuccia da 38 mm la distribuisce su più collo di una stretta: è tutta la differenza che la larghezza fa in questa situazione. Se gli scatti sono frequenti, cammina in pettorina e tieni il collare per l'identificazione, che è la cosa che serve nel momento in cui il cane ti sfugge di mano.
Una cosa che invece cambia qualcosa e non costa niente: lunghezza fissa invece dell'allungabile. Con la molla non hai controllo nel momento in cui serve, e la distanza dall'altro cane è precisamente la cosa che vuoi tenere in mano. In Italia, per le aree pubbliche, quasi tutti i comuni chiedono comunque un guinzaglio non più lungo di 1,5 m.
Chiedi aiuto, presto
La reattività è un problema di emozioni. Un istruttore o un veterinario comportamentalista che lavori in rinforzo positivo capisce in poche sedute quale delle due cause hai davanti, misura la distanza al posto tuo e ti evita mesi di tentativi. È una spesa che torna indietro in passeggiate tranquille.
E se il tuo cane è così dentro la cosa che uscire non è più possibile, parlane con il veterinario. Ci sono casi in cui una terapia è la differenza fra poter allenare e non poterlo fare.
Domande frequenti
7 domandeCosa vuol dire cane reattivo?
Perché lo fa al guinzaglio e in area cani no?
È aggressività?
Come capisco se è paura o frustrazione?
Un collare diverso o una pettorina risolvono?
Posso usare un collare a strangolo per farlo smettere?
Devo farmi seguire da qualcuno?
Informazioni su questo articolo
Anna scrive come parla: amichevole, diretta e facile da seguire. I suoi racconti parlano della vita vera con i cani: zampe infangate per tutta la casa, cuccioli che rosicchiano qualsiasi cosa, o un cane che si tuffa in u
Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'IA e revisionato da Anna de Jong, Autrice di vita con i cani · Amsterdam. Supervisione editoriale: Laura de Wit.
Ultima revisione:
Bibliografia (5)
- [1]Shih, H-Y., Paterson, M. B. A., & Phillips, C. J. C. (2019). Stress signals during dog walking and the effect of leash tension. Applied Animal Behavior Science, 215, 64-70.
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