Ricamo e incisione: cosa si consuma, e da dove

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Definition
Sul ricamo si consuma il filo, per abrasione e per sole, insieme al nastro in cui sta. Sull'incisione non si consuma l'incisione: si consuma la placcatura attorno, e il bordo si arrotonda. Sono due meccanismi diversi e si guardano in due posti diversi.
In Italia il ricamo e l'incisione non sono rivali, e i dati lo dicono chiaramente: nessuno cerca un collare inciso. L'incisione appartiene alla medaglietta e il ricamo appartiene al collare, e la maggior parte dei nostri clienti italiani ha entrambi addosso al cane.
Quindi la domanda interessante non è quale dei due vince. È come invecchiano, perché sono due superfici fatte in modo opposto e si guardano in due posti diversi.
Il filo: si assottiglia, non si stacca
Un nome ricamato è filo dentro la trama del nastro. Non essendo uno strato appoggiato sopra, non ha un bordo da cui iniziare a sollevarsi, che è il modo in cui cede una stampa.
Quello che gli succede è diverso e ha due cause.
L'abrasione lo assottiglia. Un collare sfrega sempre nello stesso punto: contro il cancello del giardino, contro il moschettone del guinzaglio, contro il pelo. Il filo che sta in rilievo sopra la trama è la parte che tocca, quindi è la parte che si consuma per prima. Si vede come una fascia più opaca su un lato del nome, non come uno sbiadimento uniforme.
Il sole ne cambia il colore. Da aprile a ottobre, in Italia, ogni filo colorato vira un po', e vira insieme alla fettuccia su cui sta cucito. Questo lo diciamo senza addolcirlo: non promettiamo che il colore resti quello del primo giorno.
Dove guardare
Sul lato del collare che sfrega di più. Gira il collare e confronta la stessa lettera sui due lati del nome: se uno è visibilmente più opaco dell'altro, quella è abrasione e ti dice anche dove il collare struscia, cosa che a volte si può cambiare.
L'incisione: il solco resta, la superficie no
Un'incisione funziona per sottrazione. La macchina toglie materiale e lascia un solco, e il nome si legge perché nel solco c'è ombra.
Un solco non si stacca, non si scolla e non sbiadisce: è una geometria, non un rivestimento. Per questo la domanda su un'incisione non è mai quando va via.
Su una nostra medaglietta però ci sono due cose sovrapposte, e vale la pena tenerle separate. Sotto c'è acciaio inossidabile. Sopra c'è una placcatura in oro 18K, che è uno strato, con uno spessore, quindi con un limite.
Ne segue che la prima cosa visibile su una medaglietta consumata non è il nome che sparisce. È il tono dorato che si assottiglia dove il pezzo tocca qualcosa, e sotto si intravede il grigio dell'acciaio. Il nome, in quel momento, si legge ancora perfettamente.
Dove guardare
Due punti, e sono i due che toccano qualcosa di duro. Il bordo esterno della piastrina, che batte contro l'anello a D e contro la fibbia. E il contorno del foro in cui passa l'anello a molla, che è metallo su metallo tutto il giorno.
La causa di usura più veloce, e non è il cane
Questa è la cosa più utile di tutta la pagina.
Se il tuo cane porta due piastrine appese allo stesso anello, quelle due si urtano a ogni passo. Non sfregano contro il pelo, si battono l'una contro l'altra, e due metalli che si battono fanno in un mese il lavoro che il pelo fa in un anno.
Quindi: una piastrina sola. E se ne devi tenere due, per esempio quella comunale e la tua, mettine una in modo che appoggi alla fettuccia invece di pendere libera. Come effetto collaterale sparisce anche il ticchettio, che è la lamentela più comune che riceviamo sulle medagliette.
I due meccanismi, affiancati
| Ricamo | Incisione | |
|---|---|---|
| Com'è fatto | Filo dentro la trama | Materiale asportato dal metallo |
| Cosa si consuma | Il filo che sta in rilievo | La placcatura attorno, non il solco |
| Causa principale | Abrasione dove sfrega | Metallo contro metallo |
| Il sole | Cambia il colore del filo | Non lo riguarda |
| Dove guardare | Il lato che struscia | Bordo e foro dell'anello |
| Si può rifare | No, è il collare | Sì, la piastrina si sostituisce |
L'ultima riga è quella che conta nella pratica, e spiega come conviene dividere le informazioni fra i due pezzi. Il nome, che non cambia, sta nel pezzo che non si rifà. Il numero, che cambia, sta nel pezzo che si rifà.
Cosa non li consuma, contro quello che si crede
Tre cose di cui i proprietari si preoccupano e che contano molto meno di quanto pensino.
La pioggia. Il nylon asciuga in circa un'ora e l'acqua dolce non fa niente né al filo né a una lega di zinco. È il sale che dà fastidio, non l'acqua.
Il fango. Sporca e si lava. Il fango secco però va ammorbidito con l'acqua prima di spazzolare: spazzolare a secco sul ricamo è abrasione volontaria nel punto peggiore.
I denti di un altro cane. Un cane che al parco prende il collare del tuo in bocca fa molto meno danno di quanto sembri: la fettuccia regge e il filo è dentro la trama. Quello che rischia in quel momento è la medaglietta, che si può piegare o staccare dall'anello.
Cosa non ti diciamo
Non ti diamo anni. Sarebbe un numero costruito su un cane medio che non esiste: un cane che vive in appartamento a Milano e uno che passa l'estate in acqua a Otranto non consumano niente allo stesso ritmo.
Quello che ti diamo è dove guardare e una cosa da fare: sciacquare con acqua dolce dopo il mare, entrambi i pezzi. Sabbia e sale restano addosso e lavorano ogni giorno, e trenta secondi di risciacquo valgono più di tutto il resto insieme.
Domande frequenti
7 domandeCosa si consuma di un nome ricamato?
E di un'incisione?
Cosa consuma più in fretta una medaglietta?
Dove guardo per accorgermene presto?
In quanto tempo succede?
Un solco resta leggibile anche consumato?
Sciacquare serve davvero?
Informazioni su questo articolo
Anna scrive come parla: amichevole, diretta e facile da seguire. I suoi racconti parlano della vita vera con i cani: zampe infangate per tutta la casa, cuccioli che rosicchiano qualsiasi cosa, o un cane che si tuffa in u
Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'IA e revisionato da Anna de Jong, Autrice di vita con i cani · Amsterdam. Supervisione editoriale: Laura de Wit.
Ultima revisione:
Bibliografia (5)
- [1]Hearle, J. W. S., & Morton, W. E. (2008). Physical Properties of Textile Fibres (4th ed.). Woodhead Publishing.
- [2]American Association of Textile Chemists and Colorists (AATCC). Test Method 61: Colorfastness to Laundering of Textiles.
- [3]Coren, S. (2012). The Modern Dog: A Joyful Exploration of How We Live with Dogs Today. Free Press.
- [4]Pavia, A. M. (2013). The Complete Guide to Dog Care. Howell Book House.
- [5]Hsieh, Y. L. (2007). Chemical structure and properties of polyester fibers. In Handbook of Fiber Chemistry (3rd ed.). CRC Press.
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