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Squffy

Come si ricama un nome su una fettuccia di nylon

Primissimo piano di un collare Squffy a metà del ricamo sulla macchina da ricamo, con l'ago che scende nella fettuccia di nylon

Ultimo aggiornamento:

Definition

Il nome viene prima trasformato in un percorso di punti, poi cucito su una macchina con un ago a punta arrotondata che passa fra le fibre invece di tagliarle. La fettuccia non si comprime, quindi il filo resta in rilievo. È il motivo per cui il collare parte da 1 a 3 giorni lavorativi e non nel pomeriggio.

Fra il momento in cui scrivi il nome nel configuratore e il momento in cui il collare esce dalla macchina ci sono alcuni passaggi che spiegano due cose: perché il risultato è quello che è, e perché non è pronto nel pomeriggio.

Dal nome al percorso

Una macchina da ricamo non sa cosa sia una lettera. Sa muovere un ago in un punto preciso e farlo scendere.

Quindi la prima cosa che succede è che il nome viene trasformato in un percorso: un elenco ordinato di coordinate in cui l'ago entra ed esce, con la direzione dei punti e la loro densità specificate per ogni tratto di ogni lettera. Un nome di cinque lettere diventa qualche migliaio di posizioni.

La parte non automatica è la direzione. Su una lettera curva la direzione dei punti deve ruotare seguendo la curva, altrimenti nelle parti tonde i punti diventano lunghissimi da un lato e cortissimi dall'altro. Chi impostava male questa parte si riconosce dalle O.

L'ago che non taglia

Il dettaglio più importante di tutto il processo, e quello che nessuno racconta.

Esistono due famiglie di aghi. Quelli a punta tagliente, che recidono le fibre del tessuto e lasciano un foro netto, e quelli a punta arrotondata, che spingono le fibre da parte e passano nello spazio fra loro.

Su un nastro che porta carico la differenza non è una raffinatezza. Un nome cucito con aghi taglienti sarebbe una fila di fibre recise, cioè una linea di debolezza esattamente nel punto dove hai messo il nome. Con la punta arrotondata i filati vengono scostati e poi tornano al loro posto attorno al filo, e la trama resta continua.

Perché il nastro è più difficile della stoffa

Chi ricama su tessuto trova la fettuccia scomoda, e i motivi sono tre.

È liscia. Il telaio la tiene per attrito, e su una superficie liscia l'attrito è minore. Se durante il lavoro il nastro si sposta di mezzo millimetro, il bordo delle lettere lo mostra e non si recupera.

Non si comprime. Una stoffa cede un po' sotto l'ago e perdona qualche imprecisione. Il nylon non cede: restituisce esattamente quello che gli fai.

È stretta. Su 25 mm di larghezza, con i margini da rispettare, lo spazio utile in altezza è pochi millimetri, e ogni errore è una percentuale grande di quello spazio.

Il rovescio della medaglia è tutto a favore. Proprio perché non si comprime, il filo resta in rilievo dove l'ago lo ha messo, quindi il nome viene più definito che sulla stessa lettera fatta su una maglietta. E non serve mettere un supporto rinforzante dietro, che su un tessuto è necessario per evitare deformazioni: la fettuccia ha struttura propria, quindi fra il nome e il collo del tuo cane non finisce nessuno strato aggiuntivo.

Il filo

Poliestere da ricamo. La scelta è pratica più che estetica: il rayon è più lucido e più bello appena fatto, ma è più sensibile ai detergenti e ai lavaggi, e un collare da cane viene lavato.

Una volta cucito, il filo è dentro la trama. Non è uno strato appoggiato sopra come sarebbe un inchiostro o un vinile, quindi non c'è un bordo da cui possa cominciare a sollevarsi. Questo è il meccanismo, e ci fermiamo qui: è un filo colorato su un collare che vive fuori, non una promessa.

Cosa va storto

Tre cose, e sono tutte visibili a occhio prima che il collare venga imballato.

Il nastro si sposta nel telaio, e il bordo delle lettere diventa ondulato. Il filo si rompe in mezzo a una lettera, e nel punto in cui il lavoro riprende si vede una discontinuità. La densità non è tarata sul contrasto, e su una fettuccia scura con filo chiaro il colore sotto traspare fra i punti.

Densità e tensione sono le due variabili che decidono l'aspetto finale della singola lettera, e ne parliamo per esteso nella pagina sul punto pieno, perché lì è il tema principale e qui è solo una delle cose che possono andare male.

Cosa cambia fra le tre linee

Non i parametri della macchina, ma lo spazio che ha a disposizione. Sui 38 mm del Tactical il nome ha più altezza, quindi le lettere restano generose anche lunghe, e il tessuto più fitto restituisce un bordo un filo più netto. Sui 15 mm della Puppy lo spazio impone lettere semplici, ma il limite resta di dieci caratteri anche lì. Scende quando la fettuccia va divisa: con le spille per cani sono otto, su un Classic in taglia Small sei.

Perché non dieci minuti

Vale la pena chiudere su questo, perché in Italia l'alternativa concreta è un negozio.

Una macchina incisoria al banco di un negozio lavora su una piastrina già prodotta, in magazzino, in un formato standard: toglie metallo lungo un tracciato e in dieci minuti hai finito. È un servizio veloce e onesto e non abbiamo niente da dirgli contro.

Un collare ricamato non esiste prima dell'ordine. Il collare della linea e del colore che hai scelto, con il nome che hai scritto, nel font e nel filo che hai selezionato, viene cucito dopo. Da qui i tempi: la spedizione parte in genere da 1 a 3 giorni lavorativi. Se ti serve identificazione entro stasera, il negozio è la risposta giusta, e lo diciamo noi.

Domande frequenti

Cosa succede dopo che scrivo il nome?
Il nome viene trasformato in un percorso di punti, cioè in un elenco ordinato di posizioni in cui l'ago deve entrare e uscire, con la direzione e la densità per ogni lettera. Poi la fettuccia viene fissata nel telaio e la macchina esegue quel percorso. Non è una stampa: è una sequenza di movimenti.
Che ago si usa su una fettuccia?
Un ago a punta arrotondata, non a punta tagliente. La differenza è sostanziale: una punta tagliente recide i filati del tessuto e lascia un piccolo foro definitivo, una arrotondata li spinge da parte e passa in mezzo. Su un nastro che porta carico questo conta, perché un percorso di fibre tagliate sarebbe una linea di debolezza.
Perché la fettuccia è più difficile della stoffa?
Perché è liscia, densa e non si comprime. Una stoffa si lascia tenere dal telaio e cede un po' sotto l'ago, quindi perdona. Una fettuccia tende a scivolare e restituisce ogni imprecisione: se si sposta di mezzo millimetro durante il lavoro, il bordo delle lettere lo mostra.
Serve un rinforzo dietro?
Meno che su un tessuto, e questo è un vantaggio del nastro. Su una stoffa si mette un supporto dietro per impedire che il ricamo la deformi, e quel supporto resta lì o va rimosso. Una fettuccia ha struttura propria, quindi il ricamo non tira il tessuto e non serve aggiungere strati fra il nome e il collo del cane.
Che filo usate?
Filo da ricamo in poliestere. La ragione è pratica: il poliestere regge il lavaggio e non è sensibile ai detergenti come il rayon, che è più lucido ma più delicato. Il filo entra nella trama e ne diventa parte, invece di stare appoggiato sopra come farebbe un inchiostro.
Cosa va storto, quando va storto?
Quasi sempre una di tre cose: il nastro si sposta nel telaio e il bordo delle lettere diventa irregolare, il filo si rompe a metà di una lettera e la ripresa si vede, o la densità non è tarata sul contrasto e il colore sotto traspare. Sono tutti difetti visibili a occhio, quindi si scartano prima di spedire.
Perché non è pronto in dieci minuti come un'incisione in negozio?
Perché non esiste finché non lo facciamo. Un'incisione in negozio lavora su una piastrina già prodotta e in magazzino: la macchina toglie metallo e in dieci minuti hai finito. Qui il collare del colore giusto, con il nome giusto, nel font e nel filo che hai scelto, va cucito. La spedizione parte in genere da 1 a 3 giorni lavorativi.

Informazioni su questo articolo

Laura guarda ai cani con più profondità e attenzione. La appassionano il comportamento canino, la comunicazione e il legame tra persone e animali. Nei suoi articoli spiega perché i cani si comportano come si comportano e

Questo articolo è stato redatto con l'assistenza dell'IA e revisionato da Laura de Wit, Comportamento e benessere canino · Eindhoven. Supervisione editoriale: Anna de Jong.

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Bibliografia (5)
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